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Fauna del Madagascar

La fauna del Madagascar ha avuto una storia evolutiva unica, che la rende diversa da quella dell'Africa continentale e delle altre isole dell'Oceano Indiano.
Il suo sviluppo ha portato ad un elevato tasso di endemismo, tanto che il Madagascar è considerato uno dei più importanti centri di endemismi al mondo. Oltre 100 000 specie di invertebrati, come la farfalla più grande del mondo, la farfalla luna o cometa, il cui maschio può arrivare a superare i 20 cm, o l'insetto stecco, la cui femmina supera i 25 cm. Decisamente più originale è l'insetto giraffa o scarabeo giraffa, così soprannominato per il suo lungo collo. Il Madagascar è inoltre ricco di rettili e anfibi, di cui il 95% sono endemici. Le rane possono avere colori molto insoliti, dalla "divisa mimetica" del Marmorata Scaphiophyrne al rosso vivo del Dyscophus Antongilii. Il camaleone è forse l'animale più emblematico della Grande Isola insieme ai lemuri, poichè in questo paese vivono i due terzi delle specie conosciute al mondo, dal più piccolo (meno di 10 cm) al più grande (più di 70 cm). Per quanto riguarda tartarughe di terra, sono endemiche del Madagascar la testuggine raggiata e la tartaruga Angonoka (tartaruga più rara del mondo). Si tratta di specie in via di estinzione che sono particolarmente protette. Native dell'Isola sono anche molte delle 285 specie di uccelli ad oggi scoperti. La famiglia delle Vangidae è diversificata in 14 specie, ognuna con le proprie caratteristiche peculiari in termini di dimensioni, colori e forma del becco. La stessa osservazione è fatta per i Coua, dove si distingue la Coua gigante che si muove sulla terra e il Coua crestato considerato l'uccello più bello dell'Isola. Delle 20 specie di rapaci, si possono citare i mangiatori di serpenti, i gufi rossi e l'aquila serpentaria del Madagascar. In grave pericolo sono anche l'aquila di mare Haliaeetus vociferoides, di cui si contano oggi solo alcune centinaia di esemplari, e diverse specie di svassi dei laghi, fra cui il Tachybaptus pelzenii e il Tachybaptus rufilatus. Il Madagascar conta 7 specie selvatiche di carnivori, tutte endemiche. Il più grande di tutti è il Fosa, simile a un piccolo puma lungo 150-180 cm, compresa la coda lunga quanto il corpo. Per quanto riguarda insettivori, il tenrec si presenta come un riccio con il muso allungato e appuntito, simile ad una piccola proboscide, e una coda rudimentale. Infine, i mammiferi più rappresentativi del Madagascar sono i lemuri. Diurni o notturni, con dimensioni che vanno da quelle di un topo a quelle di bambino, sono letteralmente "esplosi" in una miriade di speci, tanto che la loro catalogazione non è ancora stata completata e nuove specie si continuano a scoprire. E' il caso del notturno Lepilemur Leucopus, del piccolo Mirza Zaza (appena 300g) o del Microcebus Lehilahytsara. Ma il più raro lemure del Madagascar rimane l'Aye Aye, che è stato salvato dall'estinzione nel 1966. È l'unico rappresentante vivente del suo genere, della sua famiglia e del suo infraordine (Chiromyiformes): l'aye aye gigante (Daubentonia robusta) è infatti estinto da tempo. E ' un animale strano: è stato descritto come un animale dalle orecchie da pipistrello, la faccia da volpe, gli occhi da gatto, il corpo da scimmia, le mani da strega e la coda ed i denti da scoiattolo.

Flora del Madagascar

Come la fauna, anche la flora del Madagascar è caratterizzata da un alto grado di endemismo e differisce in modo notevole da quella continentale africana, conseguenza dell'isolamento del Paese, staccatosi dal supercontinente Gondwana circa 140 milioni di anni fa.
Il Madagascar ha affascinato diverse generazioni di naturalisti al punto che alcuni di loro, come Alfred Grandidier, hanno dedicato tutta la loro vita a studiare la sua natura. Dall'arida savana del sud alla rigogliosa vegetazione dell'est, la Grande Isola offre una vasta gamma di altitudini, temperature, gradienti di precipitazioni che si combinano per formare diverse nicchie ecologiche. Riconosciamo infatti quattro tipi di habitat separati da una catena montuosa che corre lungo l'isola. La foresta umida contenente pregiati legni che si trova ad est della catena montuosa; la savana, con le sue enormi distese cespugliose e terreno boscoso che ricoprono gran parte di quella che una volta era "foresta secca" ad Ovest dell'isola; le praterie, tipiche degli altopiani che sono appunto sulla catena montuosa; il deserto spinoso, che si trova a sud dell'isola e dove si sviluppa la flora tipica dei deserti. I baobab sono forse tra le piante pià conosciute del Madagascar, che ne conta ben 7 specie contro le 2 dell'Australia e solo 1 dell'Africa continentale. Di queste, 6 sono endemiche. Tutte le specie sono estremamente longeve (l'età di alcuni esemplari è stimata intorno al millennio) e alcune di esse si distinguono per il diametro eccezionale raggiunto dai tronchi. Il Madagascar è anche un hotspot di biodiversità per le orchidaceae. Le specie di orchidee malgasce sono oltre un migliaio, e il 90% di esse sono endemiche. Sono presenti in differenti habitat, dalla foresta pluviale costiera alle foreste d'alta montagna e perfino nella foresta spinosa. Sono distribuite prevalentemente nei generi Angraecum e Bulbophyllum. Fra le specie più rinomate si possono citare l'Angraecum sesquipedale e l'Angraecum eburneum, i cui fiori emanano un profumo intenso, specie nelle ore serali. Dalla Vanilla planifolia si ricava l'essenza di vaniglia, che è un genere da esportazione di una certa importanza per l'economia del Paese. I Pachypodium o "piedi d'elefante" sono piante succulente, spinose, cespugliose o con piccoli tronchi. Alcuni di essi (per esempio il Pachypodium rosulatum, molto diffuso nel Parco Nazionale dell'Isalo) hanno il tronco a bottiglia, con molte ramificazioni, e per questo motivo vengono talvolta detti "baobab bonsai". Della stessa famiglia sono le pervinche del Madagascar, dalle notevoli proprietà curative. Si contano ben 65 specie diverse di euforbie, molte delle quali sono dotate di notevoli proprietà medicinali. La più importante per la popolazione è certamente la manioca, il cui tubero viene bollito e poi cotto o pestato per ottenere la tapioca, simile alla farina. Il Madagascar ospita estese aree di mangrovia, che coprono complessivamente una superficie di oltre 4.000 kmq e sono concentrate in prossimità degli estuari di alcuni grandi fiumi come il Mahajamba, il Betsiboka, la Tsiribihina e il Mangoky. In Madagascar è possibile osservare l'albero del viaggiatore, simile a una palma, della famiglia dei banani; è diventato il simbolo nazionale del Madagascar (logo della compagnia aerea di bandiera, la Air Madagascar). Da questo albero i malgasci traggono acqua potabile, legname per le costruzioni e per il fuoco, e frasche per i tetti delle abitazioni. Sono simili alle palme anche le piante del genere Pandanus, dotate di fusti di grande diametro con pochi rami verso la sommità e foglie spinose. Vi sono inoltre molte piante carnivore, tra cui la Nephentes madagascariensis e le agavi da cui si ricava una fibra nota come sisal, usata per la realizzazione di imballaggi biodegradabili. Vi sono inoltre numerose specie di felci quali il Platycerium ellisii e il Platycerium alcicorne.

I lemuri

I mammiferi più rappresentativi del Madagascar sono i lemuri. Il termine "lemure" deriva dalla parola latina lemures, che sta ad indicare gli spiriti della notte della mitologia romana. Questo appellativo deriva dal fatto che la maggior parte di questi animali possiede grandi occhi dall'aspetto spiritato ed emette versi simili a

 

gemiti sofferenti. Gli antenati degli attuali lemuri cominciarono a divergere dagli altri primati fra i 62 e i 65 milioni di anni fa. Attorno ai 40-52 milioni di anni fa, essi raggiunsero il Madagascar, probabilmente attraverso tronchi e masse di vegetazione galleggiante che permisero loro di attraversare i bracci

 

di mare che separavano l'isola dalla terraferma. Non essendoci grande competizione interspecifica, i lemuri poterono prolificare in completo isolamento, diversificandosi in una miriade di specie, tanto che la loro catalogazione è ancora oggi incompleta. Per quanto concerne le dimensioni, si va dai soli 30 g del

 

lemure topo pigmeo Microcebus Myoxinus ai 10 kg dell'Indri Indri. Specie estintesi in tempi storici (come il Megaladapis) avevano addirittura le dimensioni di un gorilla. I lemuri vivono in natura solo nel Madagascar e in alcune piccole isole circostanti.